La violenza

La violenza è insita nell'uomo, fa parte della sua natura, è qualcosa di impossibile da cancellare. La violenza è un istinto, qualcosa di innato, senza tempo, senza regole, come tutti i sentimenti che animano la vita degli uomini.

Essa è ovunque, basta leggere un giornale o guardare le notizie dei TG per accorgersene. Violenza negli stadi, violenza domestica, violenza giovanile, violenza, violenza, violenza...

Possibile che in secoli di evoluzione e sviluppo, la nostra società sia ancora così intrisa di atti violenti, intolleranze, abusi? Possibile che ogni tentativo di emanciparsi dai pensieri violenti sia fallito miseramente? Purtroppo i fatti di cronaca giornaliera sembrerebbero confermare questa ipotesi. E' sotto gli occhi di tutti: si inizia fin da piccoli, con gli atti di bullismo nelle scuole, e continua fino all'età matura, con umiliazioni, incomprensioni, odi.

La violenza negli uomini sembra non cessare dunque con il solo raggiungimento della maturità, ma può perpetuarsi ancora a lungo. Si pensi al fenomeno del mobbing sul posto di lavoro: non stiamo mica parlando di gruppi di scalmanati adolescenti che muovono i primi passi nella vita e non hanno ancora sviluppato un equilibrio sentimentale adatto al vivere in società. Tutt'altro! Parliamo di adulti ancora legati ad azioni degradanti e condannabili, come l'umiliazione degli altri o l'isolamento di alcuni individui da parte di gruppi chiusi ed ottusi. Si pensi ancora ai famosi abusi di potere, dove a perpetuare l'atteggiamento violento sono i rappresentanti dello Stato, le Autorità o le forze di Polizia.

Le associazioni nascono proprio per venire incontro a quello che ci sentiamo di definire il problema della scarsa educazione alla violenza. Il nostro scopo è quello di sensibilizzare quanti più individui possibili a questo delicato problema, fornendo assistenza, ma anche educazione. Educare alla violenza infatti, non significa insegnare arti marziali o atti barbarici, ma al contrario porre l'individuo di fronte la miseria spirituale insita dietro atti del genere. Questo perché la violenza, talune volte, può “appagare”, certo, ma mai e poi mai “risolvere”. La Pace, in astratto, non è la repressione della violenza, non significa “sorvolare”o “ignorare”. Essa consiste invece nel radicamento nel profondo di un pensiero positivo e costruttivo verso gli altri, verso la vita, verso se stessi.

Gli esempi di violenza che possiamo fare dall'alto della nostra esperienza come Associazione, maturata in anni di lavoro a contatto con questa realtà, sono molti e molto diversi tra loro. Arriviamo dunque a definire violenza non solo un'aggressione fisica o verbale, ma anche quella serie di atteggiamenti che per loro natura nascono dall'invidia, dall'egoismo, dall'avidità, dalla superbia.

Pensate a quegli imprenditori senza scrupoli che per ragioni economiche costruiscono intere palazzine nelle vicinanze di aree naturali protette, al solo scopo di creare un Grand Hotel o un albergo a cinque stelle. Bene, quello è un esempio di violenza di alcuni individui verso la cultura ed il patrimonio territoriale di una certa comunità. Pensate alle tante riviste scandalistiche che sfruttano il nome delle celebrità solo per aumentare la tiratura dei loro giornali, la cui sola esistenza denota già di per se un malsano e malcelato sfogo di una società invidiosa, in grado di creare miti solo per godere della loro successiva distruzione ed umiliazione.

E ancora, si pensi alla censura in tutte le sue espressioni e incarnazioni, che non permette la diffusione di idee per ragioni magari di convenienza o favoritismo. Fortunatamente esiste una controparte, un bilanciamento naturale che oppone alla violenza di qualsiasi genere, sentimenti contrari, in grado di sviluppare iniziative lodevoli. Parliamo, nei casi in particolare citati, di iniziative come quelle proposte dal turismo sostenibile, che attraverso il rispetto e l'amore per il territorio e le diverse culture si contrappone all'arrivismo di certa tradizionale industria turistica; o ad Internet, “luogo virtuale” dove diffondere e scambiare i più disparati tipi di idee, teorie, intuizioni.

Come si vede, dunque, la violenza ha sempre una contropartita, un'opposizione tesa a ristabilire l'equilibrio naturale nella dicotomia Amore – Odio. Questa opposizione va seguita e sviluppata dentro ognuno di noi, con sforzo ed abnegazione. La violenza, figlia discola della Paura, non farà altro che farvi mettere chiavistelli alle vostre porte, grate alle vostre finestre, cancelli tutt'intorno il percorso della vostra vita. E' l'Amore per se stessi e per il prossimo che, alla fine, potrà liberarci dalla solitudine, rendendo questa società tanto “civile” quanto oggi, a torto, crede già di essere.